Translate

venerdì 15 febbraio 2013

14 febbraio 2013, a Boracay


Non era ancora giorno quando siamo stati svegliati dai canti dei galli, quei galli che qui per la maggior parte vengono allevati ed utilizzati per i combattimenti. Forse si annoiano e cosi iniziano a cantare presto. Riusciamo però a dormire ancora un paio di ore, ma poi quando verso le sette iniziano i bambini a giocare sotto la nostra finestra ci alziamo per uscire dalla nostra camera-prigione a cercare un posto sulla spiaggia per fare colazione.
A quest'ora sono pochi i ristoranti aperti per cui non ci resta che far capo al ristorante dell'hotel Pilar,
dove per poche centinaia di pesos ci servono un'abbondante colazione con dei buoni succhi di frutta fresca, pancakes ed omelette. Intanto le attività sulla spiaggia, dopo i bagordi della notte, comincia a riprendere e girano già presto i vari venditori ambulanti di perle, capelli, occhiali e altri prodotti-bidone per i turisti. Poi iniziano ad uscire a gruppi i primi appassionati di immersione con i loro pesanti carichi di tute e bombole. Fino a tardi pomeriggio sara un continuo va e vieni di sub, in parte principianti, che vanno ad immergersi nei fondali alla ricerca di pesci esotici, di quel che è rimasto dei coralli e di qualche relitto marino. Nel pomeriggio facciamo una lunga camminata per percorrere la spiaggia principale e poi attraversare l'isola e a visitare la spiaggia parallela a sud. Questa spiaggia, meno attrattiva dell'altra per gli amantidel relax, ma è, anche grazie al vento, totalmente dedicata al kitsurfing ed al windsurf. Appena arrivati veniamo attratti dal cielo pieno di questa speciie di acquiloni colorati che si tirano dietro i navigatori appoggiati su delle apposite tavolette. Lo spettacolo multicolore e molto bello da vedere, cosi come le evoluzioni e le acrobazie dei kitsurfers. Facciamo poi il giro anche di questa spiaggia per rientrare dalla nostra parte ad assistere in tempo al tramonto del sole. Questa volta poco spettacolare causa le troppe nubi all'orizzonte. Il tempo da queste parti non è cosi stabile come più a nord, è un continuo cambiamento con ogni tanto qualche piovuta momentanea, seguita subito dal sole cocente. La temperatura è sui 25 -30 gradi. L'isola di Boracay è molto piccola con soli 7Km di lunghetta ed 1 di larghetta è solo un puntino sulla cartina geografica ma attira migliaia di turisti, particolarmente dalla Corea, Taiwan, Cina e, come ultimi grandi invasori, i russi. La popolarità di Boracay è simile a quella di Puket, Pattaya o Bali e attira una moltitudine di turisti dei viaggi organizzati, con conseguenze tutt'altro che positive per il delicato equilibrio ambientale. In effetti i problemi sono già oggi ben presenti e visibili, l'acqua del mare che vista da lontano sembra di un bel color verde-azzurro, se la si guarda bene da vicino, ha questo colore dalle alghe verdi che pululano anche la incantevole spiaggia davanti agli alberghi. Sull'altra costa, quella monopolizzata dai Kitsurfer abbiamo visto sulla sabbia varie meduse morte. Da notare che è in questa parte della spiaggia che vengono scaricati in mare le acque luride degli alberghi. Indubbiamente l'impatto ambientale di un turismo di queste enormi dimensioni non può essere considerato come durevole e sostenibile, anche se le autorità stanno facendo qualche timido sforzo per ridurne l'impatto, vedi divieto di fumare in spiaggia, separazione e riciclaggio dei rifiuti con tanti appelli anti-littering e al risparmio energetico e di acqua.
Passiamo poi la serata con la cena in un ristorante indiano, il Truh Food, ottima la qualità ma estremamente lunga l'attesa. Atteso un'ora e mezza prima di ricevere quanto ordinato, Vi è da dire che oggi e San Valentino e qui fanno un agrande pubblicità rivolta ai clienti asiatici per animarli a continuare a far festa, pochi giorni dopo il capodanno cinese. Diffatti i maggiori resort propongono enormi Buffet a prezzo fisso per la cena ed è indescrivibile cosa e quanto si vede offerto, dalle langoste, al pesce alla carne alla griglia, viene offerto tutto a cielo aperto sulla spiaggia. Rimaniamo però un scioccati vedere, da una parte i turisti a mangiare questa esagerata abbondanza ,come dei gonzi, e dall'altra i molti locali come incantati a guardare, o forse ad apettare che la festa sia finita per accappararsi qualche resto? Vediamo però molti locali indigeni a chiedere l'elemosina, mentre a pochi metri sui tavoli vi è ogni ben di dio di spreco. Anche questo è una delle contaddizioni sociali non solo di questo paese, ma del mondo intero. Intanto la scusa di Valentino a qualcuno va bene per fare buoni affari!