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sabato 1 dicembre 2012

3 dicembre 2012, partenza per il Giappone

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Alle 3.30 la sveglia ci interrompe brutalmente il dolce sonno per segnalarci che fra poche ore ci attende il primo volo della giornata per Kuala Lumpur. Fatta la doccia e preso i bagagli, siamo pronti all'uscita dell'albergo per le 4 in punto. L'addetto alla ricezione deve prima svegliare l'autista che dorme in auto, per poi salutarci con un bel “salamat jalan” (arrivederci). A lui la sera prima avevamo lasciato le nostre magliette e gli altri indumenti che a noi non serviranno più. Lui ci dice che gli va bene tutto visto che ha una famiglia molto grande. Pioviggina e sulla strada verso l'aeroposto ci imbattiamo in vari gruppi di persone con bottiglie in mano ancora in giro a quest'orario. Arriviamo all'aeroporto in 20 min e subito passiamo al chech-in e le varie formalità doganali. L'aeroprto a quest'ora è come abbandonato e facciamo fatica a trovare i passaggi giusti fra una postazione e la prossima. La sorpresa è che dobbiamo pagar 150KRp a persona come tasse aeroportuali, tutti credono comprese nel volo, ma che però non lo sono! Solo con l'aiuto dei dollari che abbiamo con noi come riserva, che riusciamo a pagare la somma richiesta! Dopo i vari controlli riusciamo a farci servire un ottimo caffè Illj nell'unico ristorantino già aperto a quest'ora. Il volo n. QZ8391 Dempasar Kuala Lumpur con AirAsia, con un nuovo Airbus A320-200 parte ed arriva puntualissimo. E' un volo low-cost e tutto viene servito solo se ordinato in anticipo o a pagamento. Comunque il servizio è buono ed il volo tranquillo. Arriviamo a Kuala Lumpur con tempo nuvoloso. Il particolare strano di questo aeroporto è che non vi è una zona di transito, dobbiamo entrare formalmente in Malesia per poi qualche ora dopo uscire, intanto le pagine del passaporto continuano a ridursi vistosamente. All'aeroporto di KL passiamo le sei ore di attesa aggiornando il Blog, scambiando e-mail con Nadja per tenerla informata sull'arrivo del nostro volo, e per fare gli ultimi acquisti malesiani. Fatta ancora tutta la procedura del chek-in e dei controlli doganali riprendiamo il viaggio con il volo KL - Tokio n. D70522. Questa volta abbiamo un Airbus più grande, anche se più vecchiotto, un A330-300. Davanti a noi siedono una decina di giovani passeggeri del Brunei che si fanno notare per la loro allegria provocata dal consumo di alcoolici. Prima Wisky, poi birra, finché la hostess gli annuncia gentilmente uno stop alle forniture! Parlano molto bene l'inglese e ci dicono che lavorano per la Japan Bank e stando andando per lavoro una settimana a Tokio. Con la cena ci facciamo servire, a pagamento si intende, del vino rosso australiano. Il volo a parte qualche turbolenza momentanea procede tranquillamente ed arriviamo a Tokio-Haneda, alle 22,30 con addirittura una ora di anticipo sull'orario di arrivo previsto. 
Il capitano ci avverte prima dell'atterraggio che la temperatura è di soli 10 gradi e sta piovento leggermente. Al controllo dell'immigrazione dobbiamo lasciare le nostre impronte digitali e lasciarci scattare una foto. L'addetta ci chiede il biglietto per l'uscita, mostriamo la prenotazione del traghetto per la Corea, e qui vedendo la data del 27 dicembre, ci chiede perche vogliamo un visto di tre mesi? Un attimo di suspanse poi ci timbra lo stesso il visto per tre mesi!
All'uscita finalmente dopo quasi un anno abbracciamo fortemente la figlia Nadja. Poi con lei ci rechiamo per il primo pernottamento nella casa dove abita, nella zona di Govinda. Per arrivare li dobbiamo cambiare tre volte e dobbiamo affrettarci perche alle 0.30 la metropolitana termina il servizio.

1 - 2 dicembre 2012, a Legian, Bali sud

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Ci alziamo presto per fare la colazione servita comodamente davanti la nostra camera, per essere pronti all'appuntamento delle 8 con il nostro autista, ingaggiato ieri per 70KRp, per farci trasportare dall'altro lato della penisola, esattamente a Legian. Stranamente quando gli dico il nome dell'hotel, mi dice che non è dove gli avevo detto ieri, ma più lontano a Seminiak, e che .. evidentemente costa di più. Strano anche che ora parla cosi male l'inglese, mentre ieri lo parlava così bene! Lo faccio fermare per mostrargli la cartina dove è indicato la nostra destinazione. Sorry, sorry ... ho confuso il nome dell'hotel .. è la sua reazione! Poi non ci rivolge più la parola fino all'arrivo .. ci resta il dubbio che ieri ci abbia chiesto troppo poco!! Never mind, problema suo. Arrivati al Baliani Hotel, facciamo il check-in con il gentile addetto alla ricezione, ma quando gli chiedo di cambiare i buono per la colazione del giorno della nostra partenza, visto che lasceremo l'hotel alle 4 del mattino, con la colazione di oggi, diventa fiscale e ci dice chequesto non è standard!. Ma poi dopo una buona opera di convincimento ci concede di prendere un caffè davanti alla piscina. La nostra camera è spaziosa e, come ci dice in nostro accomapagnatore, appena rinnovata; niente male per il costo di appena 27 Fr. Per immergerci nel clima balneare della zona andiamo a fare un giro di ricognizione sulla spiaggia. E' ancora presto e vi sono pochi surfisti che guardano e controllano le onde. Qui una gran parte della spiaggia è marcata come non balneabile a causa della forte corrente di rientro. Ne abbiamo subito una dimostrazione vedendo una coppia anziana che cerca di addentrarsi cautamente bagnandosi i piedi. D'un colpo vediamo lei allungata sulla sabbia con lui che cerca di tirarla in piedi. Niente di grave ma lei, capita la lezione, prende le distanze dalle onde. Rientriamo poi nell zona del nostro alloggio per fermarci a pranzare al ristorante del Losari hotel, dove per la prima volta dopo Sumatra, troviamo il succo di avocado fresco. Veramente eccellente, tanto che ne prendiamo due a testa! Torniamo poi al nostro hotel per attendere la visita di Sandra Mirolo che abita e lavora a poca distanza da Legian. Conosciamo Sandra da quando faceva ginnastica con la figlia Nadja ad Ascona e grazie al padre Mario, ex compagno di lavoro alla Maggia Engineering, abbiamo mantenuto il contatto con lei . Ora vive da quasi tre anni qui a Bali ed è diventata, oltre ad una appassionata surfista, una quasi-perfetta balinese. Con lei andiamo in spiaggia a scambiarci le esperienze e bere un drink assieme. Discutiamo per diverso tempo prima di salutarla facendogli gli auguri e scrivere assieme una cartolina postale a Nadja. Passiamo poi il resto della serata gironzolando fra le stradine piene di negozi di Legian e Kuta. Zona che è letteralmente invasa dai giovani turisti australiani. Già Sandra ci aveva detto che ve ne sono molti per il fatto che tanti hanno finito gli studi e sono qui per festeggiare. Peccato che poi eccedono con gli alcoolici e poi combinano qualche casino di troppo. I negozi “turistici” sono per noi un'altra delusione! Vendono quasi tutti le stesse cose, e di qualità assai misera. Volevo prendermi un T-Shirt di ricordo ma non ho trovato niente di valido. Avrei potuto comperare le magliette di ogni squadra europea di calcio, o australiana di basket con nomi di Ronaldo, Messi, Iniesta ecc., ma nessuna un po' originale balinese. Ceniamo poi in un Warung (ristorante famigliare), della zona di Kuta, con un ottimo ed abbondante menù a base di pesce, gamberoni e calamari (cumi-cumi). Terminiamo la serata con un bagno rinfrescante nella piscina a pochi passi dalla nostra camera.
L'ultimo nostro giorno balinese, lo passiamo riposandoci e facendo gli ultimi acquisti di rito. Dopo la colazione ci sottoponiamo ad un massaggio baliese. Al medesimo ristorante di ieri ci facciamo servire dei buoni succhi di avocado ed un buon pasto balinese. Siamo qui perché posso usufruire di un buon collegamento Internet per fare i compiti amministrativi e aggiornare il blog. La sera, per non stancarci troppo, usciamo a cena in un ristorante delle vicinanze. Qui i facciamo servire quanto di meglio offre la cucina, anche per smaltire l'ultima riserva di Rupie che abbiamo con noi. Ritornati presto all'hotel, dove ci facciamo confermare il taxi per le quattro di mattina, prima di impacchettare e preparare tutto per la partenza di domani per Tokio.

30 novembre 2012, a Sanur

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Avvremmo voluto rilassarci dormendo più a lungo del solito ma il traffico delle moto ci sveglia già alle sei. Ne approfittiamo per farci fare nello studio appena sotto la nostra abitazione un massaggio balinese completo. Poi facciamo un giro fino in spiaggia. Sul cammino prenotiamo con un autista privato la prossima tappa per andare a Kuta o Legian. Su internet trovo poi un alloggio in un complesso balinese nella zona di Legian che offre le camere a metà prezzo, 30$/notte invece dei 60 normali. Faccio subito la prenotazione, anche per evitare di sprecare troppo tempo come capitato ieri all'arrivo a Sanur. Passiamo poi il resto della giornata vagabondando fra il centro e la spiaggia. In un ristorante preudo-italiano troviamo, fra le tante proposte eccentriche, una proposta gastronomica che ci incuriosisce assai: si tratta delle LASAGNE AL PORNO!! Non credo che sarebbe in linea con le regole mussulmane indonesiane. Alla sera ceniamo, questa volta con dei Read snapper veri e freschi, ma anche qui riescono a cuocerli troppo e farli diventare asciutti. Solo un'abbondante dose di limone li rende appettibili. In ogni modo i migliori trovati finora a Bali.

giovedì 29 novembre 2012

29 novembre 2012, da Amed a Sanur

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Oggi sarà una giornata di trasferimento, anche se la distanza non sarà ecessiva attaverseremo l'isola da nord a sud. Non sarà solo un'attraversamento geografico, ma molto di più fra la Bali ancora relativamente rustica e naturale del nord verso quella del turismo di massa del sud. Ne siamo pienamentte coscienti ma che vorremmo rimanere qualche giorno di più al nord dobbiamo spostarci fino Dempasar per poter acquistare il Japan Ral Pass(JRP) all'ufficio dell'agenzia Rama Tours a poca distanza dall'aeroporto. Fatta colazione il nostro autista Juddi ci porta in un botteghino dove posso far stampare i vari documenti occorrenti per il PRP, vedi il biglietto del volo a Tokio e quello del Ferry verso la Corea. Il percoso che facciamo è molto bello e variato. Si sale fra le montagne e risaie con sullo sfondo il vulcano Agung, con quasi 3'000m/sldm la montagna più alta delll'isola. Dall'altro lato attraversiamo i paesi di Alampura, Candi Dasa, Padang Bay per poi prendere l'autostrada verso Kuta e l'aeroporto. Prima di Kuta il traffico, inizialmente di camion che portano al sud la sabbia nera del vulcano, ma poi di auto e motorini, si intastae dobbiamo procedere incolonnati per una mezzora. Troviamo facilmente l'agenzia e altrettanto facilmente ci allestiscono il Vaucher per il JRP. Alla una il nostro autista, dopo averci riportati indietro di alcuni Km verso Sanur, ci scarica in vicinanza di una spiaggia, dove ci rinfreschiamo e pranziamo. Su uno dei tabelloni all'entrat adi Sanur avevamo vista indicata la temperatura di 39 gradi. Fa veramente molto caldo e non spira un alito di vento. Solo qui vicino al mare sotto l'ombra di un gigantesco Banyan si sta bene. Il mio stomaco intanto ricomincia a movimentarsi e devo tenermi pronto a scattare alla toilette. Sarà il curry ed il peperoncino piccantedi ieri sera? Meglio prevenire il peggio con qualche pastiglia di carbone attivo. Poi, mentre Maggie mi attende al ristornante, mi metto fiducioso alla ricerca di un alloggio per le prossime due notti, possibilmente vicino al mare. Prima verso sud, poi verso nord faccio passare i vari ressort, e le poche guesthouse. Dopo una decina di Km e varie richieste riconosco l'impossibilità di trovare l'alloggio desiderato, specialmente per il nostro budget! Per quelli vicino al mare, bisogna spendere sopra i 100$. Unicamente uno scenderebbe eccezionalmente a 70$, ma senza colazione e tasse non incluse. Decidiamo di lasciar perdere la spiaggia e cercare in centro. Con l'aiuto di un autista ne troviamo uno, molto spazioso e pulito per 200KRp (20Fr), NB: colazione e WiFi inclusi e con AC, un vero affare per questa zona. La gentile signora che parla bene l'inglese, anche se con voce molto acuta ci coccola e consiglia come una mamma! Tra di noi siamo soddisfatti di dare qualcosa a lei e non finanziare qualche multinazionale del turismo molto ppresenti in questa zona. La sera alla ricerca del read snapper che non avevamo trovato sulla costa Nord. Anche qui troviamo solo dei withe snapper. Li riceviamo in un ristorante shick sulla spiaggia, ma quando li riceviamo grigliati sono una delusione, mezzi bruciati e secchi come chiodi! Altra delusione seguita dal prezzo della birra Bintang di 60KRp invece dei 25 – 30KRp usuali. Il posto caratterizzato con delle maestose statue del Budda era bello e tranquillo, ma i prezzi e la qualità della cucina sono da dimenticare.

28 novembre 2012, Amed

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La colazione inclusa nell'alloggio offre il minimo, cafè più pankacke o omelette, ma i supplenti di frutta o toast costano pochissimo. Noi arricchiamo la nostra colazione con frutta fresca e toast. Poi dopo aver noleggiato le attrezzature da snorkeling ci buttiamo in mare per ispezionare la zona davanti al nostro alloggio. Qui rimaniamo stupefatti da come è vicina la barriera corallina e quanti sono i pesci variopinti che scorazzano davanti ai nostri occhi. Tutta la baia davanti a noi è una vera e propria palestra per lo snorkeling! L'acqua è bassa, molto limpida e tranquilla, l'idealle per stare ore intere ad inseguire i pesci e ammirare i vari coralli, che non sono proprio in eccellente stato, ma le cui dimensioni ci danno un'idea di come doveva essere qualche anno fa prima dell'inizio del fenomeno dello sbianchimento dei coralli oramai presente in quasi tutti i mari. Pranziamo con Raquel nel caffè vicino alla nostra abitazione per poi continuare le immersioni nel pomeriggio. Per precauzione, dopo la bruciatura di lunedì nuoto sempre con una maglietta. Verso sera decidiamo di fare una passeggiata verso il paese di Amed per cercare l'albergo di uno svizzero, il Palm Garden, insediatosi qui qualche hanno fa e che era stato mostrato all TV-DRS quale esempio di un nostro connazzionalle emigrato con successo da queste parti. Dopo aver fatto almeno tre Km ci fermiamo a bere una Bintang in un ristorantino con due gentili balinesi, le quali ci dicono che ne mancano altrettanti fino al Palm Garden. Visto che si sta facendo notte decidiamo di rinunciare a continuare e di tornate indietro. Intanto da un lato scende il sole con un bellissimo tramonto, e subito dopo dall'altro alto sale splendente la luna. Uno spettacolo stupendo che non possiamo mancare di fotografare finchè mi si esaurisce la memoria della fotocamera. Ceniamo poi vicino alla nostra abitazione, ma dall'altro lato, con Raquel e Carlos, sarà l'untima volta? Difatti noi domani mattina presto partiamo per Sanur mentre loro vogliono rimanere e riposare ad Amed per andare a Ubud e poi sull'isola di Lambongan per passare li gli ultimi giorni del loro intenso viaggio indonesiano. 

27 novembre 2012, da Lovina a Amed

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Dopo la solita magra ma ottima colazione all'hotel Astina carichiamo tutto sull'auto del nostro autista che ci attende con molto anticipo. Durante il viaggio, lui che è indù, ci introduce nelle varie festività indù. Oggi per esempio era la festa della luna piena, ed è per questo che tamattina alle 5 gia avevamo sentito attorno a noi dei canti e preghiere. Ma, secondo le sue spiegazioni, la festa che ci stupisce di più è quella che festteggiano durante il mese di marzo e consiste in un giorno ed una notte senza attività; sono ferme le auto, i motorini e persino gli aerei. Tutti stan in casa e non possono accendere ne le luci ne cucinare. Deve essere veramentte staordinario. Dopo Singaraja in un posto vicino al mare dove si trova un tempio dedicato ad una divinità che protegge i guidatori, si ferma e mentre noi scattimo le foto lui si fa benedire e prega per la protezione dagli incidenti. Da come guida con noi è un guidatore molto prudente, non sappiamo però quanto sia l'effetto della protezione divina! Anche il fatto che la sua autoè a credito e deve pagare le rate per ancora due anni potrebbe influentare il suo stile prudente di guida. Apple 11 dopo vari stop qua e la arriviamo ad Amed e subito al primo posto dove chiediamo decidiamo di rimanere. Siamo a Jemeluk al Banboo Bali Guesthouse con una spaziosa camera a due letti doppi a neanche dieci metri dalla riva del mare e paghiamo 225KRp con colazione, WiFi e AC. Appena insediati e pranzato nel vicino Sunset Cafè invio il nostro indirizzo a Carlos, ed ecco subito la risposta che anche loro sono alloggiati nello stesso villaggio a neanche 100m da noi. La sera ci incontriamo per cenare assime e scambiarci le recipoche esperienze fatte dopo la loro partenza da Lovina. Loro sono entusiasti del loro tour ai laghi e in particolare per l'ascesa al vulcano Kintamani, fatta la stessa mattina con partenta alle 3.30 di notte. Dopo cena nel nostro risporante Raquel, che ha paura dei topi, ne intravvede uno a girare fra i tavoli; grosso spavento, ma mentre cerchiamo di tranquillizzarla guardando in alto fra i tetti ne vediamo diversi altri scorribandare attorno. Per Raquel è veramente troppo, cosi paghiamo e ci ritiriamo nei nostri alloggi dopo aver convenuto con Raquel di fare snorkrling assieme domani, mentre Carlos andrà a fare immersione a Tulamben dove si trova inabissato una vecchia nave da guerra americana.

martedì 27 novembre 2012

24 – 26 novembre, a Lovina (Bali nord)

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Per oggi la parola d'ordine è relaxing, dopo l'intensiva giornata di ieri ci meritiamo oggi qui a Lovina una meritata giornata di distensione. Al nostro tranquillo e confortevole Astina Guesthouse passiamo la giornata fra la piscina, il ristorante e la nostra camera. Per me è l'occasine per pianificare la prossima tappa del viaggio, il Giappone. Cerco prima le info su come procurarci il Japan Rail Pass, per visitare il Giappone in treno. Per questo ci colleghiamo con skype con la figlia Nadja per coordinare le date ed i vari dettagli. Trovo poi un'agenzia a Zurigo che ci venderebbe i RailPass onlne, ma per nostra sorpresa e disappunto scopriamo che ci devono inviare il Vaucher del Pass per posta, e loro lo inviano solo in Svizzer. Trovo strano che si possono inviare gli e-ticket per i voli e le ferrovie giapponesi non riescono ancora ad inviare gli “e-RailPass” e si debba dipendere da un'invio postale. Continuando la ricerca scopriamo poi l'inirizzo di un'agenzia a Dempasar che venderebbe sul posto. Riceviamo poi la conferma telefonicamente, ma ecco un'altra sorpresa: dobbiamo mostrare il ticket dell'uscita del Giappone. Questo ci scoccia perché avremmo voluto essere liberi di uscire da dove e quando vogliamo noi sul posto. Dobbiamo cosi riservare un passaggio con un traghetto ben definito e per una data prestabilita. Cercando intensamente i Internet scopro la compagnia che opera un collegamento veloce fra Fukuoka e Pusan, ma ecco la seconda sorpresa: il sito per la prenotazione seppure indicante che si può scegliere la lingua inglese, dopo la pagina di introduzione è solo in giapponese. Provo con un po di fantasia a immettere i dati, ma mi devo subito rassegnare! Dobbiamo farci aiutare dalle conoscenze linguistiche dalla figlia Nadja! Le passiamo tutti i dati e detto fatto, il giorno dopo riceviamo per e-mail la conferma della prenotazione, le uniche cose che riusciamo a leggere sono i nomi e le date. Segue poi la stessa procedura per la prenotazione dell'albergo per la prima settimana a Tokio. Terminiamo la giornata, che doveva essere di relax, andando a cena con Raquel e Carlos, dopo aver riservato con loro l'uscita di domani con il nostro consulente Putu che oramai ci sta “perseguitando” da quando siamo arrivati qui. Per cena avremmo voluto avere dei Read Snapper freschi alla griglia. Tanti promettono di averli, ma quando chiediamo di farceli vedere, o sono congelati o sono dei withe o black snapper. Alla fine terminiamo in un ristorante con una bella vista dal secondo piano, ma con black al posto dei read snapper. In un ristorante vicino ci viene promessi dei read snapper freschi per domani sera.
Il secondo giorno, subito dopo la colazione con un bus, sul medesimo percoso dal quale siamo arrivati, andiamo verso il Parco Nzaionale che comprende l'isola Menjangan. Qui dovremmo trovare un paradiso per lo snorkeling e le immersioni. Arrivati sul posto veniamo separati fra i due tipi di attività e imbarcati su delle barche tipiche balinesiane per recarci sull'isola ed iniziare la visita dei fondali corallini. Subito rimaniamo affascinati dalla presenza di cosi tanti differenti tipi di pesci. Ve ne sono veramente in grande quantità, di tutte le forme e grandezze e di tutti i colori! Anche i coralli e la vita marina non sono male, ma sono i pesci la vera attrazzione. Raquel è con noi a fare snorkeling, mentre Carlos è con il gruppo che fa immersioni. Anche lui ci conferma le nostre esperienze e ci dice di aver visto in profondità anche pesci di notevoli dimensioni, probabilmente barracuda o tonni! Dopo due immersioni torniamo stanchi a Lovina. Io che con poca prudenzza avevo messo una crema solare debole la sera sento bruciare la schiena; mi sono preso una bella bruciata dal sole! La sera poi la solita sorpresa, che tanto sorpresa non è, anche stasera i promessi read snapper non ci sono. Ci viene detto che non è la stagione!. Chissà? Ci accontentiamo, si fa per dire, con degli ottimi gamberoni giganti accompagnati da un vino bianco balinese prodotto da Hatten. Si, effettivamente a Bali è stata introdotta ca. 20 anni fa da un olandese la vite e viene prodotto un buon vino bianco e rosè.
Il terzo giorno a Lovina lo iniziamo alle 6, prima di colazione, uscendo in barca per “caccia fotografica” ai delfini. Con Carlos (Raquel rinuncia perché indisposta) partiamo con una delle tipiche imbarcazioni dei pescatori locali, con le prime luci dell'alba. Il cielo è quasi senza nubi e vediamo così il sole ad illuminare pian piano le lunghe palme della spiaggia. Purtroppo però vediamo già molte imbarcazioni piene di turisti (massimo se per barca) fuori del mare, ma molte altre attendono la partenza. Ad un paio di km dalla costa tutte si fermano e rimangono in attesa di avvistamento dei delfini. Appena ne vengono avvistati subito le altre imbarcazioni vicine si precipitano con i loro motori rombanti verso i poveri delfini. Chissa che stress per loro che vengono qui per mangiare tranquillamente e vengo cacciati da centinaia di turisti disturbatori. Lo spettacolo, con così tante imbarcazioni, (ne contiamo almeno una cinquantina) è un po' deprimente e lascia perplessi! Chiediamo al nostro pescatore di stare un può fuori dalla ressa delle barche, ed eccoci subito premiati: un gruppo di delfini passa proprio molto vicini a noi. Il pescatore, quasi per scusarsi, ci dice che non è sempre così, ma oggi sono arrivati molti turisti, anche locali, da Kuta e dalle altre parti dell'isola ecc. ecc. Anche lui non è contento della situazione e dice di impegnarsi per migliorare la situazione, ma leggendo una guida di 10 anni fa mi accorgo che già a quei tempi la situazione era la medesima. Dopo una mezzoretta di questo poco edificante spettacolo chiediamo al nostro pescatore di abbandonare la scena e ritornare a riva. Facciamo poi colazione, salutiamo Raquel e Carlos, che partono per un tour ai laghi di Begodul e Batur per poi ridiscendere sulla costa ad Amed. Noi rimaniamo qui un giorno in più per sistemare gli ultimi dettagli per il viaggio in Giappone. Poi facciamo un giro di ricognizione del posto dove eravamo alloggiati tre anni fa, il Batu Kartika Bungalow. Lo spazioso parco è un po trascurato ed i rifiuti non lo rendono particolarmente attrattivo, ma nelle pozze d'acqua vi troviamo ancora i varani che avevamo ammirato anni fa. Poi al ristorante ci facciamo servire dei succhi di frutta e parliamo con il gestore che ci dice di essere li da oltre venti anni. Veramente peccato che non sia meglio curato, sarebbe un posto splendido così vicino alla spiaggia. Terminiamo il nostro giro sulla spiaggia continuamente richiamati dai venditori, hello mister .. how are you?  continua a risuonarci nelle orecchie. Con uno di questi venditori, dopo la solita contrattazione, combiniamo il trasporto di domani fino ad Amed per 280KRp. Sarà il suo cugino che ci preleverà alle 8.30 per il viaggio, qui sembra siano tutti parenti fra di loro!

23 novembre, ascesa al l'Ijen e viaggio fino a Lovina (isola di Bali)

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E' ancora notte fonda quando alle 3.30 veniamo svegliati per la colazione e per prepararci per partire per l'avventura vulcanica di oggi. Alle 4 poi con Raquel, Carlos ed il califoniano Stephen a bordo partiamo, prima sulla strada dissestata della piantagione di caffe, poi su una stradina asfaltata fra i grandi alberi della foresta verso il punto di partenza dell'ascesa al cratere del vulcano. E' ancora notte e cosi la foresta illuminata dai fari appare più suggestiva. Mentre comincia a l'alba arriviamo al posteegio da dove abbiamo ancora circa tre km di salita a piedi per raggiungere il cratere. Intanto, mentre saliamo adagio adagio sale anche il sole e lo spettacolo attorno con i vari altri vulcani, le nubi e la foresta sono meravigliosi. La presenza del vulcano comincia a farsi sentire attraverso il naso, l'odore di uova marce, causato dallo zolfo emmesso da cratere, si fa via viia più intenso, tanto che alcuni portano la mascherina per respirare o addirittura la maschera antigas. La salita è abbastanza ripida ma vedendo lo spettacolo attorno non ci accorgiamo nemmeno. A circa metà strada arriviamo ad una capanna uata come punto di appoggio, unaa sppecie di rifugio, per i portatori di zolfo. Qui hanno dei posti per dormire ed una cucina per prepararsi da mangiare. Ci lasciano entrare per fare foto e per cercare di venderci dei pezzi di zolfo naturale che loro raccolgono per i turisti. Attorno vi sono portatori con i loro rudimentali contenitori per il trasporto in spalla, con due cesti ed un bastone riescono a caricare dai 40 agli 80kg di zolfo. Parliamo con uno un po anziano che parla un pochino l'inglese che ci dice di avere 62 anni e di fare questo lavoro da 40 anni, ci sembra però una rarità poter arrivare a questa età con questi sforsi che fa. Ci confida però che adesso porta solo 40 -50Kg per volta e fa al massimo due viaggi al giorno. I più giovani ne fanno tre o quattro. Diamo al nostro anziano portatore le nostre uova sode avvanzata dalla colazione, che accetta di buon grado, anche se avrebbe preferito delle sigarette! Pare che, per le condizioni locali, quadagnano bene, ma la vita che fanno è rovinosa; uno di loro ci mostra la spalla, completamente incavata dal bastone su cui appoggia tutto il peso del trasporto! Facciamo tre calcoli, tenendo conto che ricevono 700Rp al Kg, arriviamo ad un compenso mensile di 2'50 – 500Fr, lavoranto al ritmo di tre viaggi al giorno per 30 giorni senza pausa. Mentre saliamo incrociamo i primi portatori carichi, che ci salutano e qualcuno cerca di venderci dei pezzi di zolfo cristallizzato. Quando raggiungiamo il bordo del cratere il sole illunina gia il bellissimo lago azzurro ed il lato nord del cratere. Il lago ha questo colore per l'alto contenuto di minerali e la composizione chimica, con la presenza ddi acido solforico e cloridrico da far invidia al liquido delle batterie delle automobili. Sotto di noi riusciamo a vedere le varie bocche da dove escono i vapori di zolfo e dove una moltitudie di gente scava e carica lo zolfo per essere portato fuori dai portatori che vediamo incolonnati sul sentiero che sale dal cratere. Lo spettacolo, con le luci motevoli del mattino, e straordinario e rimaniamo quasi incantati a fotografare. Purtroppo, ma forse è meglio cosi, un posto di polizia subito sotto il bordo del cratere non lascia entrare i turisti. Ci rassegnamo e facciamo una lunga camminata sul margine del cratere per cercare il punto migliore per vedere le bocche del cratere, i blocchi di zolfo di un bel giallo intenso, e gli operai a lavorare e caricare i cesti di zolfo. Con l'arrivo del sole lo spettacolo cambia e anche il vapore tende a fermarsi sopra il lago creando cosi zone di ombra e la conndioni non più ideali per fotografare, almeno per noi dilettanti della fotografia! E' cosi giunto il momento di salutare il cratere dell'Ijen e ritornare alla nostra auto per il trasporto di ritorno. Appena rientrati il nostro autista ci propone una modifica di programma, che inizialmente interpretiamo con un certo sospetto, ma dopo aver fatto i necessari accertamenti accettiamo. Invece di fare il medesimo percorso della salita potremmo scendere da una via più corta, ma dobbiamo portare i nostri bagagli in spalla per circa un Km e continuare il viaggio con un'altra auto. Tutto questo perche un cantiere impedisce la circolazione. Visto che risparmiamo almeno tre ore di ttempo accettiamo la proposta e facciamo la sfacchinata con i bagagli fra le macchine ed i camion che stanno mettendo in sesto una pezzo di strada nel bel mezzo della foresta tropicale. Scendendo verso il sud di Java per il porto dei traghetti per Bali attraversiamo varie piantagioni di caffè, canella, banane e naturalmente riso. Arriviamo al porto dei traghetti per Bali, di Ketapang, prima di mezzogiono, in un'ora e mezza, con la solita attesa al porto di arrivo, siamo a Gilimanuk sull'isola di Bali. Dobbiamo però spostare l'orologio avanti di un'ora, dato che Bali ha un'altro fuso orario di Java. Da qui dopo aver evitato i procacciatori di turisti, prendiamo, sempre assieme a Raquel y Carlos, un bus pubblico per Lovina. Steave invece prende la via per Kuta, lui è più giovane e cerca un po' più di action! Arrivati a Lovina, sono le 16 circa, cerchiamo il Kartika Cottage, nella zona di Kalibukbuk, dove eravamo stati tre anni fa. Qui dobbiamo però constatate che tutto si trova allo stesso stato di allora, ma nel contempo tutto è decaduto e non dispone di accesso internet. Loro medesimi della ricezione ci consigliano molto gentilmente, di rivolgerci al ressort Astina proprio di fronte. Assieme a Raquel riusciamo a spuntare un buon prezzo per un minimo di tre notti (150'000Rp > ca. 15Fr.) con colazione, WiFi ecc.). Il posto è carino e tranquillo e non lontano dalla spiaggia e dai vari ristoranti. Approfittiamo poi subito del Happy Hours per assaporarci una buona cena accompagnata da freddissima birra balinese; è tanto fredda che si formano gli iceberg di birra nel bicchiere!!

22 novembre, avvicinamento al vulcano Kawah Ijen

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Al nostro albergo stamattina ci portano addirittura la colazione davanti alla camera, niente di speciale ma eccellente il sevizio.. Poi, dopo aver dedicato più di un'ora all'aggiornamento del blog mi metto in cammino per fare un giretto fotografico della zona. Già di mattina presto fa molto caldo e devo cercare l'ombra delle piante per non farmi bruciare dal sole. Noto subito che Probolinggo è relativamente pulita, almeno in confronto di come l'avevo in mente dalla nostra visita di tre anni fa. Anche il traffico, che mi ricordo caotico tre anni fa, scorre tranquillo ed ordinato. Al ritorno in albergo per la partenza, con sorpresa, devo constatare che i rientranti dall'escursione al Bromo, Raquel, Carlos e Stephan, giovane californiano rampante dalla zona della Napa Valley, sono più di un'ora in anticipo e pronti a partire. Caricati i bagagli sul veicolo a 8 posti si parte verso l'avvicinamento al Kawah Ijen. Il nostro autista ha un occhio menomato, pare però che ci vede bene … almeno questa è la nostra recondita speranza. Il lato positivo è che guida molto prudentemente! A nostra sorpresa il percorso segue la costa non in linea con ci aspettavamo. L'autista ci dice che il percorso è più lungo ma migliore e quindi più veloce. Dopo aver raggiunto la punta a sud di Java a Baniuwangi la strada si fa più stretta ed inizia a salire fra paesaggi stupendi con coni vulcanici da ogni parte. Peccato che una pioggerellina e la nebbia non permette di vedere tutto, ma il gioco di ombre ed il paesaggio compensano l'effetto negativo. Dopo essere ripartiti da un viewpoint Rachel e Carlos si accorgono preoccupati di aver dimenticato il loro sacco. L'autista ritorna sul posto, ed ecco subito tranquillizzati i nostri due compagni di viaggio. Attraversiamo diversi villaggi fra piantagioni di te, di cacao e di caffè prima di arrivare alla fattoria della piantagione di caffe di Catimor dove pernotteremo per poi partire da qui verso il vulcano Ijen. Bel posto tranquillo in altura (siamo sui 2'000mslm), la temperatura è gradevole. La fattoria data dal 1894, sembra quasi un museo. Le camere sono spartane ma in compenso abbiamo una bella piscina con jacuzzi. Dopo la cena facciamo un giro fra le case degli operai della fattoria. Molti bambini si avvicinano per chiederci le solite domande e farsi fotografare. Le case sono ben ordinate e ognuna ha davanti un orticello dove sono coltivati gli ortaggi di consumo quotidiano, melanzane, pomodori, cavoli, carote ecc. Facciamo poi gli ultimi preparativi per essere pronti a partire nel mezzo della notte.

lunedì 26 novembre 2012

21 novembre, da Solo a Probolinggo in treno

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Oggi ci apprestiamo ad affrontare una lunga giornata di trasferimento, secondo l'orario ufficiale ci aspettano 10 ore di treno. La colazione al nostro nuovo Hotel e contrariamente alle aspettative abbastanza modesta e non molto curata, per avere delle omelette extra ci fanno aspettare quasi mezzora, sarà perché è troppo nuovo e non erano preparati ad una simile richiesta!! Senza problemi o sorprese prendiamo il taxi che ci porta alla stazione di partenza, dove acquistati i biglietti ci mettiamo ad attendere il treno, quasi certi, dopo l'esperienza di ieri, di dover attendere a chissà quanto tempo. Invece puntuale come non mai arriva il nostro treno. Siamo con Raquel e Carlos ed occupiamo comodamente una fila di posti. Scopriamo più tardi che dietro di noi sono sedute due altre giovani turiste, una giapponese ed una italiana che vivono in Australia e stanno facendo le loro vacanze nella più conveniente Indonesia. Sarà interessante sentire le loro esperienze di lavoro in una piantagione di banane australiane, guardano un po' con disprezzo le piccole banane indonesiane che avevano comperato al mercato davanti alla stazione di Solo. Il paesaggio che passiamo è tutto piatto, ed è un susseguirsi di campi di riso, ogni tanto qualche campo di mais rompe un po' la monotonia. Attraversiamo però anche varie città e zone densamente abitate. Arrivati a Surabaya, la capitale della zona Sud di Java, il treno cambia direzione per continuare verso Probolinggo. Arriviamo a destinazione in perfetto orario alle 16.30. Qui siamo attesi all'uscita della stazione dai vari procacciatori di clienti che ci vogliono accapparare per offrirci i loro tours. Da qui partono difatti i vari tours per visitare i vulcani della zona, in particolare il Bromo ed il Kawah Ijen (si pronuncia Kawà Igen o solo Igen). Ci lasciamo convincere da uno che ci porta a gratis e senza impegno da una agenzia, che poi si rivelerà essere la sua, per darci le necessarie informazioni. Noi abbiamo già deciso di rinunciare al Bromo, perché già visitato tre anni fa, ma di essere interessati all'Ijen. Mentre Raquel e Carlos vorrebbero visitarli ambedue. Lunga e complessa contrattazione per arrivare alla soluzione che loro salgono già subito stasera per avvicinarsi al Bromo e fare l'ascensione domani mattina presto, mentre noi passeremo tranquillamente la notte a Probolinggo e continueremo domani verso mezzogiorno per avvicinarci all'Ijen assieme a Raquel e Carlos dal loro rientro del Bromo. Il nostro tour continuerà poi la mattina seguente con l'ascensione al cratere dell'Ijen e il trasporto al porto per prendere il traghetto per Bali, il tutto per soli 35 Fr, pernottamento in quota e traghetto incluso. Gentilmente poi la nostra guida ci porta all'Hotel Ratna dove passeremo la notte, dopo aver fatto cena con un enorme pesce bollino (molto raro qui, perché sono abituati a friggere e fare tutto alla griglia) in un buon ristorante cinese.