Translate

giovedì 20 dicembre 2012

20 dicembre 2012, da Kumamoto a Asu e visita Aso crater

Foto seguono
 
Anche stamattina partiamo presto dall'hotel per prendere il trenino di montagna (oggi niente Shinkanzen!) per spostarci al centro della regione del Kyushio per andare a visitare la zona vulcanica (Geo Park) del Monte Aso. Il trenino rosso è inizialmente veloce, ma poi quando si inizia a salire comincia a fare fatica in alcuni punti procede a zig zag invertendo la direzione di marcia. Fuori fa freddo e nei posti più esposti si vedono i prati coperti di brina, con i primi raggi del sole lo spettacolo è molto fotogenico. La salita che il treno deve fare è per arrivare al margine delle grande caldera dove si trova la pianura dell'Aso-Plateau, situata a circa 800m di altitudine. Si tratta, come dicono le guide, con un diametro di circa 20Km, di una delle più estese caldere al mondo. All'interno vi sono alcuni fra i vulcani più attivi del Giappone. L'entrata nella caldera con il lento trenino in discesa e con la luce fievole del sole è incantevole. Arriviamo alla stazione di Aso verso le 10.30, giusto in tempo per sistemarci all'ostello Aso-Base, fare la spesa per uno spuntino e partire con il primo bus per salire a visitare il vulcano Aso, la vera attrazzione del posto. Mentre aspettiamo un turista canadese appena rientrato dell'escursione ci dice che purtroppo non ha potuto salire fino al cratere del vulcano perché bloccato causa le esalazioni pericolose del vulcano. Ci dice che però il paesaggio è tanto bello che vale lo stesso la pena di fare l'escursione. Il viaggio tutto in salita dura una mezzora e presenta vari bei punti di osservazione, in particolare a Nadja piace, ma non solo a lei, la veduta sul quasi perfetto cono del vulcano Kome-Zuka che incontriamo a metà percorso. Arrivati alla stazione finale da dove già vediamo il fumo uscire dal vulcano e da dove parte la funivia per View Point del cratere, andiamo subito a vedere come sono le prospettive per salire in vetta. Con nostra grande sorpresa ecco l'annuncio che la salita al cratere è stata liberata e che quindi fra ca. 10 minuti possiamo salire. Oltre alla fortuna del bel tempo abbiamo anche quella che il vento ha girato direzione rendendo possibile la visita al punto di osservazione del cratere. Arrivati in cima, e fatto l'ultimo tratto a piedi, ecco presentarci davanti l'impressionante bocca aperta del vulcano. Sembra di vedere dentro la bocca del drago, non si vedono le fiamme, ma il volume di fumo e vapore che escono continuamente sono notevoli. Il flusso discontinuo ed il vento rendono lo spettacolo ancora più impressionante. Inizialmente siamo in pochi, ma poi iniziano ad arrivare le spedizioni intere di cinesi, coreani tutti a cercare il posto migliore per farsi fotografare. Dopo la nostra dimostrazione di pratica vulcanica, facciamo una lunga camminata in quello che viene chiamato il deserto nero. Una vasta zona dove si deposita la polvere e altri detriti del vulcano durante la eruzioni. La sabbiolina è così fine e la caduta così continua che, in questa vasta zona, non cresce neanche un filo di erba! Solo ai margini e in qualche zona protetta dal vento, fra il nero della sabbia cresce qualche modesto arbusto. Fatto questo interessante giro rientriamo alla fermata del bus che ci riporta al paese di Aso. Qui prendiamo possesso della nostra camera doppia, mentre Nadja si accontenta di un letto da sola nel dormitorio femminile. Il posto è nuovo e carino, ma essendo riscaldato solo con una stufa a legna la temperatura ambiente non è sempre confortevole. Noi ci riscaldiamo con una buona zuppa cucinata nella ben attrezzata cucina dell'ostello. Qui conosciamo una coppia di spagnoli con tre figli ancora giovani che stanno facendo un giro turistico nella zona. Sono in Giappone da un anno, lui lavora all'ambasciata spagnola di Tokyo, lei è casalinga e cura i bambini. I tre sono però molto tranquilli e passano il tempo giocando con l'i-pod. Lui dice che deve ringraziare molto Steve Jobs per aver inventato questo mezzo di intrattenimento. Poi vi è anche un marines americano (Jeff Redding > http://www.youtube.com/user/jjugglerredding ) di stanza vicino alla base americana di Sasebo vicino a Nagasaki. Ci stupisce dicendoci di essere rimasto scioccato visitando il museo dell'atomica a Nagasaki, ma lavora per l'esercito … ci sembra una grossa contraddizione. Ci stupisce ulteriormente dicendoci che fra un anno, a 45 anni!!, andrà in pensione nelle Filippine, dove dice di avere una figlia di madre filippina. Noi ceniamo con una minestra di pasta arricchita con uovo e calamari.

19 dicembre 2012, da Fukuoka a Kumamoto

Foto seguono
Anche stamattina, malgrado splenda presto il sole, è molto freddo, per cui prendiamo la subway vicino all'albergo e via per la stazione del Shinkanzen di Hakeda. Qui prendiamo il biglietto del viaggio a Nadja e prenotiamo per noi i posti con il RailPass, e facciamo ancora in tempo a berci un caffè e comperare dei panini da consumare in viaggio. Oggi abbiamo uno degli Shinkanzen più veloci, che in neanche un'ora ci porta a Kumamoto, la città dell'orso. Difatti Nadja ci spiega che Kuma vuol dire orso, per cui il simbolo della città è una faccia di orso bruno con una sorridente espressione. Simpatica specialmente se rappresentata sui vari dolci molto popolari in tutto il Giappone. Alla stazione ci informiamo presso l'info center sulle attrazioni che offre la città. La stazione è situata diversi Km fuori dal centro per cui dobbiamo prendere un tram che ci porta nei paraggi dell'albergo. Siamo al APA Hotel, un posto confortevole in stile western. Da qui partiamo subito a piedi per visitare l'imponente castello, uno dei più maestosi di tutto il Giappone. Anche qui il freddo si fa sentire per cui cerchiamo ogni tanto riparo in quelle poche sale riscaldate all'interno del complesso del castello. In posto comprende un grande parco che percorriamo sotto il sole per riscaldarci un po'. Poi ci spostiamo in tram dall'altro lato della città per visitare il parco Suizenji-Jojuen. Non molto grande ma con un bel lago contornato da collinette che rappresentano dei crateri di vulcani, sarà per mostrare la particolarita geologica della regione, con la presenza di vari vulcani attivi. Ceniamo poi in un ristorante con specialità locali a base di noodels, pesce varie verdure locali, fra cui la patata dolce, che qui usano anche per fare una specie di bevanda alcoolica simile al sakè.

18 dicembre 2012, a Nagasaki e ritorno a Fukuoka

Foto seguon
Oggi dedichiamo l'intera giornata alla visita di Nagasaki, altra città giapponese vittima del tragico passato nucleare. Noi la raggiungiamo con il treno regolare in un comodo viaggio di 2 ore. Questa non è una linea Shinkanzen, ma il paesaggio che attraversiamo con montagne, coste e isole è veramente stupendo. La temperatura è abbastanza fredda anche se a tratti splende il sole. Arrivati alla stazione prendiamo un Nagasaki-Pass per viaggiare con tutti i mezzi pubblici. Con il tram facciamo un giro della parte sud per poi andare a pranzare in un ristorante di Chinatown. Poi dopo aver visitato il Gloven Garden con vista sul mare dedichiamo il resto della giornata al museo e ai ricordi della seconda esplosione atomica. Qui a Nagasaki è stato perpretato, a mio avviso, un crimine contro l'umanità, dato che questa tragedia poteva essere veramente evitata! Non vi erano motivi, a parte quelli strategici militari, per impiegare, tre giorni dopo Hiroshima una simile arma di distruzione di massa. Il Giappone era distrutto e stava per capitolare, la Russia era entrata in guerra contro il Giappone per poter partecipare alla spartizione del “bottino di guerra”. Personalmente non vedo nessun motivo valido per giustificare il sacrificio di ancora 100'000 esseri umani, dopo la già tremenda tragedia di tre giorni prima a Hiroshima. Gli unici motivi che posso immaginarmi erano quelli di umiliare il Giappone e di avvertire i Sovietici della predominanza americana. La stessa strategia e attitudine che fu poi continuata con la guerra di Corea e la guerra fredda. Ci vollero poi due generazioni per capire che questa stategia non aveva senso e poteva portare solo verso il peggio del peggio! I vari trattati di non proliferazione e gli accordi di smantellamento di una parte degli arsenali accumulati sono un buon segno ma non basta. Come è mostrato bene nel museo della pace di Nagasaki, quello delle armi atomiche non è un pericolo scampato, sono ancora ca. 20'000 le testate nucleari (alcune 1'000 volte più potenti di quelle di Nagasaki) stazionate nei vari arsenali atomici. Lo smantellamento di questi ordigni è attualmente uno dei maggiori problemi con cui si trova confrontata l'umanità intera. Terminata la visita del museo facciamo un giro sulla grande piazza dedicata alla pace nel mondo, con innumerevoli statue dedicate alla pace donate da città, nazioni e da singoli artisti. Poi all'imbrunir arriva per noi l'ora di prendere il tram, ritornare alla stazione e rientrare con il treno  a Fukuoka. Anche oggi le temperature, malgrado il sole, sono state invernali. A Fukuoka ritroviamo Nadja all'hotel e con lei usciamo per fare un giro notturno e cenare nei pressi dell'albergo. Qui stasera fa molto freddo e tira un vento gelido, per cui rientriamo subito a prepararci per la partenza di domani.

17 dicembre 2012, a Fukuoka

Testo e foto seguono

16 dicembre 2012, da Hiroshima a Fukuoka

Foto seguono
Ci alziamo presto per fare colazione con quanto comperato ieri sera e prepararci per la partenza. Prima di partire per la prossima destiazione di Fukuoka, da solo vado a fare una visita mattutina all'isola di Miyajima, Maggie rinuncia per non stancare troppo la spalla dolorante. Questa isola è una delle maggiore e più fotografate attrazioni turistiche dell'intero Giappone per il toori (porta rossa) sull'acqua del mare. Il primo tratto di ca. 20' è in treno poi con un traghetto, in ca. 15' si raggiunge il porto dell'isola. Da qui a piedi in un'ora si possono vedere e visitare tutte le attrazioni turistiche. Io arrivo abbastanza presto per cui i turisti sono ancora pochi, ma quando rientro devo già cercare un passaggio fra i vari gruppi di visitatori. Lo spettacolo con la “porta rossa” ed il contrasto dell cielo e del mare blu è bellissimo. Con il sorgere del sole dietro l'isola e il tempio in primo piano creano un aspetto fotografico particolare. Mi diverto a scattare foto da ogni angolazione e con ogni soggetto in primo piano possibile. Poi il rientro all'ostello a prendere i bagagli, e con Maggie che si è un po ripresa al caldo dell'ostello, partiamo a piedi per la vicina stazione a prendere lo Shinkanzen per destinazione Fukuoka. Sul percorso del paesaggio c'è poco da vedere dato che la linea del Shinkansen è quasi sempre nei tunnel. Stranamente l'accellerazione del Shinkanzen mi fa spegnere il Laptop mentre stiamo viaggiando! La citta, nostra destinazione odierna si chiama Fukuoka, mala la stazione dove arriveremo si chiama Hakata, per cui a volte vi è un po di confusione. Qui abbiamo l'appuntamento con Nadja al Guesthouse Spirit of Aloha prenotato anticipatamente via internet. Arrivati li dopo una laboriosa ricerca con cartine con le strade scritte solo in giapponese, invece di Nadja troviamo un biglietto che ci dice di chiamarla perché lei ci aspetta in un Starbucks delle vicinanze. Il posto non ci ispira molto e anche l'impressione igienica, vedendo la cucina e l'ambiente attorno non corrisponde agli standard visti finora in Giappone. Quando arriva Nadja e ci conferma le nostre prime impressioni, cerchiamo di trattare con il gerente e via telefono il proprietario su cosa fare per annullare la prenotazione. Noi proponiamo di rimanere e pagare una notte, mentre loro insistono per farsi pagare anche la metà del giorno seguente. In fiine vista la poca loro flessibilità e resoci conto che noi con la riservazione avremmo perso solo il 10% (neanche 15 Fr,) decidiamo di salutarli e andare a cercare un'altro posto. A poca distanza troviamo un hotel della serie Mystays per stare la prima notte. Poi tramite internet troveremo un'altro posto a poca distanza per un prezzo molto più conveniente per le due notti successive. La sera facciamo con Nadja un giro a piedi della zona costeggiando il fiume con le intense illuminazioni commerciali-natalizie per poi finire in un ristorane con che propone specialità Rahmen (una specie di zuppa con carne di maiale, verdure e le grosse noodels di riso. Per i carnivori niente male ma riuscire ad arrangiare un menù vegetariano per Maggie in un ristorante che serve solo carne è stata una grande sfida!! Per fortuna Nadja ci ha aiutato a spiegare le nostre particolari esigenze al cuoco giapponese, che con grande piacere ha fatto una eccezione culinaria.

sabato 15 dicembre 2012

15 dicembre 2012, da Kyoto a Hiroshima

Foto seguono
Maggie continua ad avere dolori alla spalla. Dopo colazione al nostro ostello facciamo una sfacchinata con i bagagli per prendere il Shinkanzen per Hiroshima. Nessun problema a riservare il posto, trovare il binario, e salire sul Sakura 551, ora con il nostro RailPass siamo diventati anche esperti Shinkanzen! Arriviamo a Hiroshima prima di mezzogiono e andiamo subito all'ostello, il l'accogliente ed economico Hana Guesthouse, dove re-incontriamo la polacca che avevamo conosciuto a Kyoto. Per pranzo proviamo in un caratteristico locale sopra la stazione il piatto tipico di Hiroscima: gli okonomiaki, un misto di verdura con carne o frutti di mare fatti scaldare su una piastra fino a farli diventare parzialmente croccanti, una specie di röschti con verdura, carne o frutti di mare. Ottimi e a costi modici, sarà per questo che si chiamano così?! Poi con il tram andiamo a visitare la zona storica dedicata al ricordo dell'esplosione atomica. Hiroschima, è la città del tragico passato essendo stata scelta dagli americani come bersaglio per l'impiego della prima bomba atomica fatta esplodere su un obiettivo civile. Il fatidico 6 agosto del 1945, quando alle 8.15, la bomba fu fatta scoppiare a ca. 600m sopra il centro della città, che a quel momento aveva ca. 350'000 abitanti. Morirono a causa delle conseguenze dirette dell'esplosione ca. 150'000 persone, altri 100'000 morirono in seguito per le conseguenze delle radiazioni atomiche. Le cifre sono stimate non essendo stato possibile avere dei riferimenti certi sull'immane tragedia. Inoltre i giapponesi per pudore, e gli alleati per un certo segno di vergogna cercarono a lungo sminuire gli effetti dell'immane tragedia umana. Si può dire che fu questo il primo impiego di armi di distruzione di massa della storia umana. Confesso che davanti a certe immagini, in particolare le due foto aeree che mostrano il centro di Hiroshima, prima e dopo l'esplosione, ho dovuto asciugarmi le lagrime. Non riesco a capire perché la coscienza umana non abbia potuto evitare un simile tragedia. Solo la perversa logica di strategia militare, con tutte le possibili attenuanti, può giustificare l'impiego di un ordigno di tale portata. Mi è inconcepibile il fatto che sia stato ignorato dai politici e dai militari l'appello degli scienziati (vedi in particolare Einstein, Szilard, Fermi e Oppenheimer) che avevano partecipato alla concezione e costruzione della bomba atomica, a non impiegarla su obiettivi civili. Ma oramai gli alti ranghi dell'esercito americano avevano deciso, mancava solo la determinazione della città bersaglio. Hiroshima fu scelta perché aveva delle importanti industrie militari e perché, sembra, non vi erano campi con prigionieri alleati. Immaginarsi cosa sia accaduto in quei pochi secondi dopo l'esplosione e qualcosa di terribile, ma ancora più terribile è immaginarsi le sofferenze per le conseguenze causate dalle radiazioni. Ancora oggi vi sono in Giappne numerosi ospedali predisposti e specializzati a curare le malattie causate dalle radiazioni nucleari. Un particolare che non conoscevo al riguardo di Hiroshima, che viene qui ricordato con un monumento, è che molte vittime erano coreane, pare addirittura 30'000. Infatti nelle fabbriche giapponesi vi erano molti lavoratori forzati coreani, cinesi e di altri paesi asiatici. Siamo poi usciti molto rattristati da questo museo simbolicamente dedicato alla pace, quasi per dar segno alla tristezza appena fuori ha iniziato a piovere. Ritorniamo poi, dopo aver scattato le ultime foto all'imbrunire, in tram al nostro ostello. Ceniamo poi all'ostello con quanto comperato nel negozio accanto.

13 -14 dicembre 2012, a Kyoto e Nara

Foto seguono
La prima mattina a Kyoto ci saluta con un tempo bellissimo, ancora un po freddino ma con il sole ed il cielo sereno. Noi iniziamo con la colazione all'ostello, con i toast e la marmellata comperata ieri. Poi via per visitare le attrazioni di Kyoto indicateci da Nadja. Qui i templi ed i posti interessanti sono talmente tanti che bisogna fare assolutamente una selezione. Noi iniziamo da sud con il Fushimi Shrine, il tempio noto per le moltissime porte rosse allineate per creare dei lunghi tunnel. Il contrasto coni colori della vegetazione invernale sono fantastici e permettono di scattare delle foto molto suggestive.Noi giriamo per ore quasi come incantati in questo labirinto di ponti e templi. Poi torniamo in tram verso il quartiere di Gion, conosciuto per il quartiere delle Geishe … e dei negozi per i turisti! Dopo la vista del tempio con relativi sottotempli, ammiriamo la città dall'alto con il sole che tramonta e decidiamo di scendere a piedi verso il nostro ostello. Sul percorso ci imbattiamo in un enorme cimitero giapponese. A parte la dimensione è impressionante l'ordine e la la regolarità di come sono disposte le tombe. La sera al rientro ci concediamo una cena in “stile italiano” con spaghetti al pomodoro e tonno, accompagnato da un vino cileno. Eccellenti i nostri primi spaghetti di tutto il viaggio finora!
Il secondo giorno lo dedichiamo alla visita di Nara, città nota per essere stata la prima capitale del Giappone e per ospitare la statua del Budda più grande del Giappone. Percorriamo in treno i 40km di distanza da Kyoto e arrivati a Nara ci facciamo consigliare dalla gentile signora dell'info center che ci indica un percorso ideale per il tempo che disponiamo. Dopo una prima tratta i bus iniziamo con la visita di un “japanes garden” con tanto di Tea House e vari ponticelli e persino un prato di muschio.Poi via per il tempio con il grande Budda, ma mentre camminiamo veniamo seguiti da numerosi caprioli che qui sono in giro liberi … per farsi alimentare dai turisti. Ve ne sono talmente tanti che danno quasi fastidio.Mentre cerchiamo di mangiare un panino ci troviamo circondati da 4 caprioli che vorrebbero partecipare al nostro spuntino, poi non ricevendo niente uno mi prende un prospetto dal sacco e inizia a degustarlo .. trovandolo però disgustoso lo abbandona subito. Il grande Budda, ricoperto d'oro, del tempio Todai-ji è veramente notevole, cosi come le due altre figure protettive ai lati del Budda. Con i suoi 17m di altezza e situata all'interno del tempio, è talmente grande che non si sa come fotografarla. Usciti poi come incantati da tanto splendore facciamo visita ad altri templi minori prima di riprendere il treno per rientrare a Kyoto; dove intendiamo terminare con la visita del padiglione d'oro a Kinkaku-ji il famoso "golden pavilion". Intanto si intensfcano i dolori alla spalla per Maggie che deve interrompere il giro e ripararsi al caldo. Ritorniamo all'ostello in bus per prepararci la cena a base di minestra di noodlels e uova, per riscaldarci dalla fredda giornata.

mercoledì 12 dicembre 2012

12 dicembre 2012, da Hakona a Kyoto

Testo e foto seguono

11 dicembre 2012, da Tokyo a Hakona > Fujiama

Foto seguono!
Stamattina, dopo una settimana lasciamo Tokyo definivamente Tokyo per la prima tappa verso sud. Per cercare di evitare di imbatterci nell'orario di punta della subway con i nostri ingombranti bagagli, partiamo con comodo facendo l'ultima colazione al ristorante ChocoCro vicino al nostro alloggio. Non riusciamo però completamente nell'intento, per cui ci troviamo a battagliare per il posto nella sovraffollata Subway da Kameido fino alla stazione centrale di Tokyo. In breve tempo e senza problemi inizializziamo il nostro Japan Rail Pass (JRP). Fatta poi la prenotazione del posto prendiamo lo Shinkanzen Kodama 643 che in 1.5 ore ci porta fino a Odawara. Da qui, dopo aver preso il conveniente “Hakone Pass” che ci permette di usare tutti mezzi di trasporto della regione per due giorni per soli 20 Fr, procediamo in bus fino a Tonazawa, dove facciamo il check-in all'hotel “Quatre Saison” prenotato via internet i giorno prima. Poi partiamo con il trenino rosso per la prima tappa del percorso fino al villaggio di montagna di Gora, tanto che qui troviamo il Sant Moritz Caffe e addirittura la pubblicità dell'ene turistico svizzero. Un'abbinamento abbastanza kitch!  Noi facciamo un piccolo rifornimento di viveri per poi continuare con, prima una funivia che ci porta in cima alla montagna che sovrasta Gora e poi con un'altra in discesa fino al lago Ashino-ko, da dove con un battello arriviamo all'altro all'altro capo del lago. Dal punto più alto dell'escursione, sul monte Soun-zan (1'150m/sldm) abbiamo la prima fantastica vista sul Fujiama e verso il lago sottostante. Qui facciamo un giro ammirando il paesaggio e il cratere di un vulcano ancora attivo. Per riscaldarci dal freddo e dal vento pungente comperiamo delle patate dolci riscaldate alla griglia. Vedendo il tipo, poco giapponese e scuro di pelle, gli chiede di dove è; mi risponde sorridendo dalle Maledive. Gli chiedo: ma cosa fai con qui con questo freddo? Guadagno qualche yen e imparo il giapponese, è la sua risposta. Intanto mentre discendiamo verso il lago il Fuji comincia a incapucciarsi di nubi fino a sparire del tutto. Ritornati aa terra dopo la crociera turistica di ca. 40' cerchiamo inutilmente un caffè per riscaldarci, ma tutti ristoranti della zona sono stranamente chiusi. Prendiamo allora il bus per rientrare al nostro Hotel a Tonozawa. Qui siamo in un canyon stretto senza grande vista, ma in compenso nell'albergo abbiamo un Onsen (Bagno termale) che possiamo usare a volontà. Sfruttiamo quindi l'occasione per riscaldarci e riprenderci delle fatiche della intensa giornata. Intanto Maggie comincia a lamentare un dolore alla spalla destra. Spero che il bagno gli abbia fatto bene! Per la cena, dato che non avevamo prenotato, dobbiamo andare nel vicino bar dove gentilmente ci servono delle ottime omelette giapponesi.

10 dicembre 2012, visita di Nikko e ritorno a Tokyo

Foto seguono!
Oggi partiamo presto per andare alla stazione centrale di Tokyo, registrare il Japan Rail Pass e prendere il nostro primo Shinkanzen (il “treno pallottola” giapponese) per Utsonomya, da dove dovremo prendere un trenino locale per arrivare a Nikko. Alla partenza da Tokyo la giornata si annuncia splendida, seppur fredda, ma appena ci spostiamo verso il nord, appaiono verso le montagne ,sempre di più di nuvoloni neri. Viaggiare a 300km all'ora con i Shinkanzen è un'esperienza unica, tutto sembra più simile al volare che al viaggiare in treno. Manca solo il decollo e l'atterraggio, ma l'ccellerazione non è di poco conto! Sul percorso con il trenino per Nikko vediamo come la campagna diventa sempre più bianca dal gelo e poi ad un tratto inizia a nevicare. A Nikko troviamo un paesaggio da incanto, con almeno 10cm di neve fresca. Per riscaldarci ci fermiamo abere un caldo e caro caffè davanti alla stazione per poi continuare, calpestando per un Km la neve fresca, fino al visitor center di Nikko. Qui un gentile addetto dell'infocenter ci spiega per bene cosa possiamo vedere e ci consiglia il percorso da fare per vedere quanto possibile nel tempo limitato che abbiamo a disposizione. Intanto continua a nevicare e lo spettacolo, con i templi in rosso e oro, con la neve appaiono quasi surreali e sembra di essere in un paesaggio incantato .. manca solo la fata turchina con la bacchetta magica!! Oggi con la neve abbiamo poi anche il vantaggio che i turisti sono pochi. Visitiamo uno dopo l'altro i vari complessi di templi e scrigni buddisti di: Shinn-kyo, Rinno-ji, Tosho-gü e di Futarasan-jinja. La zona di Nikko è stata scelta dal monaco buddista Shodo Shonin Attorno al 700 quale monastero e centro religioso. portando il suo orientamento religioso in Giappone. Finito infreddoliti il giro consigliato andiamo a riscaldarci con una zuppa nel primo ristorante che troviamo. Intanto fuori ha smesso di nevicare e ogni tanto appare qualche timida occhiata di sole rendendo il paesaggio ancora più incantevole . All'uscita del paese troviamo un bar-ristorantino dove il gentile proprietario ci serve un ottimo thè giapponese e un eccellente drink caldo allo zenzero .. caldo e piccante riscalda il doppio! Nel viaggio di rientro a Tokyo ritroviamo il bel tempo e malgrado i 300K/h dello Shinkanzen riesco a fotografare il tramonto con sullo sfondo il cono vulcanico del monte Fuji. Ricorderemo questa escursione per l'incantevole e pittoresco paesaggio con i templi coperti con una delicata coltre di neve.